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November 1, 2017
Ascolto e attenzione
November 1, 2017

Danzare di Gioia

I balli della tradizione popolare del Sud

Pizzica pizzica salentina
La pizzica-pizzica, oggi erroneamente definita taranta, o confusamente accostata ad essa, è una delle musiche e danze tradizionali del Salento. Era la tipica musica di divertimento (non solo di corteggiamento, anzi, il corteggiamento era marginale) che animava le feste patronali o stagionali, le feste private, eventi particolari della vita come matrimoni, battesimi. La danza, principalmente eseguita in coppia (ma non solo) all'interno di una ronda o cerchio di spettatori, suonatori e ballerini, si compone essenzialmente di ballo frontale e giro; tali figure ricorrenti sono arricchite da rotazioni su se stessi, brevi avvicinamenti confidenziali, giri legati e "mosse". Pur prevalendo la formula in coppia mista, la pizzica pizzica può essere danzata anche fra donne e fra uomini.

Tammurriata campana
Ballo n'gopp'o tammurro (tammurriata campana). Andiamo alle pendici del Vesuvio per assaporare e conoscere le magiche movenze del ballo di Cibele: la tammurriata dell'agro-nocerino sarnese, la danza che da secoli accompagna le feste tradizionali campane in onore della Magna Mater.

Anna Anconitano da oltre 10 anni si dedica allo studio e all'approfondimento delle diverse forme coreutiche della tradizione popolare del centro-sud dell’Italia: pizzica pizzica, saltarelle, tarantelle e tammurriate. Danzatrice e insegnante di danze tradizionali è specializzata nella ricerca, nel recupero e nell'approfondimento di balli del repertorio tradizionale abruzzese (Saltarelle e Ballarelle e danze circolari) dell’Abruzzo Citeriore di area teatino-pescarese, vestina e frentana. Al di là delle espressioni coreutiche già note e formalizzate, che identificano diverse aree dell'Abruzzo Citra e Ultra, attualmente il lavoro di recupero sulle salterelle abruzzesi è incentrato sul fenomeno di revival e attualizzazione di queste danze in Abruzzo e in particolare su alcune iniziative individuali di ballo che identificano piccole contrade o gruppi familiari in diversi paesi abruzzesi. Si tratta di variegate e poco conosciute forme di saltarella che "ri-emergono" attraverso un processo di autoriflessione, forme coreutiche peculiari all'interno di un più ampio areale di riferimento.
Dal 2010 con Silvio Pascetta (Pro Loco di San Valentino in A.C.) cura stabilmente la direzione artistica e organizzativa del Majella Etnofestival. Conduce regolarmente laboratori di danze tradizionali in tutto l’Abruzzo con diverse esperienze svolte anche all'estero in Francia, Inghilterra e Stati Uniti.
Attualmente, oltre a condurre diversi laboratori stabili di danze popolari a Lanciano, Sambuceto, Francavilla, Teramo e Sulmona, è impegnata come esperta esterna di danze tradizionali in diversi Progetti Erasmus Plus (finanziati dall’Unione Europea).
Nel 2014 ha ideato il progetto itinerante di danze e cultura popolare “Danzare di Gioia”.

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